venerdì 16 settembre 2011

Sei scontroso e insopportabile sul lavoro? Avrai ottimi risultati.


Sembra che essere gentili sul posto di lavoro "non paghi"!

Questo è emerso da una ricerca effettuata da Timothy A. Judge, Beth A. Livingston e Charlici Hurst.

Uno studio condotto da ricercatori americani, che presto verrà pubblicato Journal of Personality and Social Psychology, ha dimostrato che sul luogo di lavoro le persone scontrose, poco gentili se non perfino ed insopportabili non solo riscuotono maggiore successo rispetto a quelle simpatiche, ma guadagnano il 18% in più dei loro colleghi più gentili ed "amabili".


Secondo tale ricerca "Gli individui poco socievoli possono essere considerati più competenti proprio in virtù della loro mancanza di affetto e calore", essendo "antipatici" tendono a dedicarsi maggiormente alla crescita della loro carriera, piuttosto che a coltivare le loro relazioni sociali sul posto di lavoro, e quindi riescono meglio in ambienti lavorativi competitivi.



Per consultare l'articolo originale cliccare sul seguente link:

martedì 13 settembre 2011

Qualche sito utile - Fantasia

Al seguente link:



troverete il sito della Federazione delle Associazioni Nazionali a Tutela delle Persone con Autismo e Sindrome di Asperger. Un utilissima attività svolta a favore di persone autistiche e con sindrome di Asperger e le loro famiglie.



sabato 30 luglio 2011

Buone Vacanze!

Il Blog va in vacanza per una pausa estiva.

Auguro a tutti di passare delle buone vacanze!


venerdì 22 luglio 2011

Paura: leoni VS pecore



La paura: una intensa emozione derivata da una percezione di pericolo reale o supposto. 

Essa, utile per la nostra sopravvivenza, insorge ogni qual volta si presenta una possibile minaccia alla nostra integrità.

Sebbene sia accompagnata da innumerevoli comportamenti ed indici psicofisiologici, ognuno di noi reagisce diversamente di fronte ad essa.

Alcuni dinanzi ad un pericolo scappano, fuggono; altri, invece, si 
immobilizzano.

Ma perché di fronte ad una stessa emozione proviamo comportamenti così diversi?

Per rispondere a tale quesito è utile sottolineare il ruolo chiave svolto dall'ossitocina.

L’ossitocina è un ormone peptdico prodotto dai nuclei ipotalamici e secreto dalla ipofisi. Esso svolge un ruolo cruciale durante il parto, nello sviluppo delle comportamenti sociale e nel controllo dell’ansia.

In seguito a degli studi condotti da ricercatori svizzera sui ratti per comprendere se le  reazioni alla paura potessero variare solo in intensità o anche nella loro tipologia, si è scoperto quanto segue.

I ricercatori hanno visto che specifici gruppi di neuroni nell'amigdala controllano ciascuno una specifica componente della reazione dell'animale di fronte ad uno stimolo che lo spaventa, in particolare la tendenza all'immobilizzazione o l'aumento della frequenza cardiaca. E hanno osservato come l'ossitocina sia in grado di diminuire la reazione di paralisi, senza influenzare la frequenza cardiaca. 

Iniettando ossitocina, in pratica, l'animale tende a immobilizzarsi molto meno. Si comporta esteriormente come se non avesse paura, ma se si esaminano le sue reazioni fisiologiche, si vede invece che il suo cuore batte velocemente, classico sintomo dello spavento. Quindi è' possibile, tramite l'ormone, influire su una determinata componente, lasciando inalterate le altre, come, appunto la frequenza cardiaca. 

Quindi, quale la differenza tra i “leoni”, che dinanzi ad un pericolo aggrediscono, e le “pecore” che invece rimangono immobilizzate?

La differenza potrebbe essere dunque a livello dei recettori dell'ossitocina, che, se sono più attivati, rendono più coraggiosi.

I risultati della ricerca condotta in Svizzera potrebbero aprire prospettive interessanti a livello clinico per i disturbi di ansia, gli attacchi di panico o i disordini post-traumatici, portando a sviluppare farmaci più mirati, che potrebbero "agire sul comportamento, lasciando intatto il 'sentimento' di pericolo.

Per ulteriori approfondimenti si consiglia il seguente link:

martedì 19 luglio 2011

Notizie: Dietro il morbo di Parkinson scoperta una mutazione genetica.

Posto un articolo molto interessante tratto da Repubblica.it.


Lo si può reperire al seguente link:
http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2011/07/15/news/una_mutazione_genetica_dietro_il_morbo_di_parkinson-19187806/



TORONTO - Scienziati dell'università canadese della British Columbia hanno scoperto un legame tra una mutazione genetica e il morbo di Parkinson.

La mutazione - chiamata VPS35 -è stata isolata attraverso sofisticate ricerche con campioni di Dna di una famiglia svizzera in cui ben 11 individui hanno sviluppato la malattia. Carles Vilarino Guell, ricercatore al Centro di Medicina molecolare e terapeutica, ha dichiarato che i campioni di Dna sono stati presi da due cugini. 

Usando l'analisi genetica per confrontare le variazioni tra i cugini, sono riusciti a identificare il gene mutato. 

Questo prova senza ombra di dubbio, secondo Vilarino-Guell, che la mutazione è causa della malattia e che la maggior parte della gente che nasce con questa mutazione sviluppa il Parkinson a circa 50 anni.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista American Journal of Human Genetics. Cinque altri geni che causano il Parkinson erano stati già identificati, ma questa è la prima grande scoperta nel campo dal 2004. La ricerca è stata finanziata dalla Fondazione dell'attore Michael J. Fox.
(15 luglio 2011)


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